All’ombra degli antichi grattacieli

Category : Italy, Toscana
Capitolo 2 – La Manhattan del Medioevo

Pronti, partenza, via.  San Gimignano, arriviamo!

La prima tappa del nostro viaggio è proprio la Manhattan del Medioevo, soprannome ampiamente giustificato dalle innumerevoli torri due e trecentesche che rendono immediatamente riconoscibile lo skyline di questo borgo in provincia di Siena, patrimonio Unesco. Prima di arrivarci, però, dobbiamo attraversare la fitta nebbia invernale della bassa pianura padana, che ci accompagna  insistentemente per un tratto piuttosto lungo di autostrada. Quando ci liberiamo finalmente della sua avvolgente e inquietante presenza, ormai il paesaggio è cambiato e si apre davanti ai nostri occhi la dolce e collinare campagna toscana, punteggiata da cipressi e casolari.

san gimignano campagna toscana

Il riposante paesaggio toscano visto dalle torri di San Gimignano

A guardarla scorrere dal finestrino, mentre si percorrono le strade dalle mille curve – e sorprendentemente semi deserte – che attraversano colli, uliveti e vigneti, si ha davvero la sensazione di essere in pace con il mondo… sempre che non si soffra di mal d’auto!

In questo ultimo caso, infatti, le cose cambiano radicalmente e quella specie di paradiso che ricorda tanto le pubblicità delle auto in tivù – quelle che riescono a convincerti che, una volta comprato il Suv, il traffico sparirà e le città si trasformeranno in paesaggi mozzafiato – si trasforma nel peggiore degli inferni, un inferno fatto di curve infinite e stomaci costantemente in subbuglio.

Comunque, anche se per strade forse un po’ troppo tortuose, il navigatore riesce a portarci fino a San Gimignano. Un tempo era il solenne tracciato della Via Francigena a condurre i viaggiatori sin qui, oggi la nostra bussola è un TomTom un po’ matto che abbiamo il sospetto ci abbia fatto vagare un po’ a caso prima di raggiungere la meta… Sta di fatto che ora la vediamo stagliarsi da lontano, arroccata su una collina, con le sedici torri che svettano nel cielo limpido e dominano la Val d’Elsa: un pezzetto di Medioevo sopravvissuto, quasi intatto, fino ai giorni nostri. C’è il sole e fa davvero caldo per essere inverno. Varchiamo le imponenti mura duecentesche che ancora circondano il borgo ed entriamo in città.

san gimignano piazza duomo

Il Palazzo Vecchio del Podestà, affacciato sulla Piazza del Duomo

Nel periodo di massimo splendore del Comune le torri di San Gimignano erano  ben 72, per lo più costruite dalle ricche famiglie di mercanti come espressione visibile e tangibile della  loro importanza. Oggi ne restano 16 e sono comunque un numero considerevole. La più alta si trova nella piazza del duomo: è la Torre Grossa (o torre del Podestà), con i suoi 54 metri, subito seguita dalla Torre Rognosa (51 metri) che è anche la più antica, eretta nel 1200, e che, dopo essere stata la sede del Podestà, venne utilizzata come carcere, assumendo il nome che porta ancora oggi: vi risiedevano tutti coloro che avevano ‘rogne’ con la giustizia. La storia cittadina racconta che uno statuto emesso nel 1255 vietò a tutti i privati cittadini di innalzare torri più alte della Rognosa, ma le potenti famiglie dei Salvucci (guelfi) e degli Ardinghelli (ghibellini), rivali tra loro, incuranti della legge, fecero costruire due coppie di torri che la superavano in altezza. Il Comune fu inflessibile: tutte e quattro le torri vennero ‘scapitozzate’ e sono tuttora visibilmente più basse della Rognosa.

san gimignano palazzo vecchio podestà

La Torre Rognosa, sopra il palazzo del podestà

Si diceva invece che lo zampino del maligno fosse visibile su un’altra torre, la Torre del Diavolo: il proprietario, tornato in città dopo un viaggio, avrebbe ritrovato la costruzione inspiegabilmente cresciuta in altezza. Lo spaventoso prodigio fu attribuito al Demonio in persona.

All’ombra di antichi grattacieli percorriamo a piedi le stradine che si arrampicano tra case e piazze, dove tutto, almeno a livello architettonico e urbanistico, conserva l’aspetto che aveva al tempo in cui guelfi e ghibellini se le davano di santa ragione, litigando probabilmente anche nella piazza del duomo o in quella della cisterna, oggi tutto sommato silenziose e presidiate per lo più da capannelli di turisti.

san gimignano artisti

san gimignano pittori

Artisti contemporanei all’opera a San Gimignano

“Cortesia cortesia cortesia chiamo/ e da nessuna parte mi risponde”, scriveva nel Trecento il poeta Folgòre da San Gimignano, originario di queste parti.

“Trattoria trattoria trattoria chiamo”, sussurrano invece i nostri stomaci, borbottando sempre più forte.

L’ora di pranzo è ormai arrivata, sulle strade del paese si affacciano innumerevoli negozi di profumati prodotti tipici – San Gimignano è famosa per la produzione dello zafferano e del Vernaccia, un vino bianco Dop – e noi seguiamo fiduciosi le indicazioni dei cartelli che dovrebbero condurci fino a promettenti ristoranti specializzati in cucina toscana. In effetti ci arriviamo, davanti a questi ristoranti, e abbiamo  anche la possibilità di leggere il menu ‘del giorno’ appeso fuori (sentendo aumentare ulteriormente il livello di salivazione), salvo poi scoprire che… in dicembre, a San Gimignano i ristoranti sono in gran parte chiusi, per ferie. Non indaghiamo se a disporre la chiusura sia stato un editto del Podestà, secondo la più antica tradizione comunale: è una questione che ai nostri stomaci non interessa. E pure la domanda su quale sia il ‘giorno’ cui il menu si riferisce lascia il tempo che trova…

Alla fine, fuori dalle mura della città, troviamo finalmente la trattoria a lungo desiderata. Pappardelle al ragù di cinghiale per tutti (o quasi): che la vacanza gastronomica abbia inizio!

san gimignano strade

Consigli
  • Per gli appassionati di videogiochi: prima di visitare San Gimignano, date un’occhiata ad Assassin’s Creed II
  • Non è necessario salire in cima a una delle sedici torri: per godersi il paesaggio toscano dall’alto basta seguire le strade che si inerpicano in salita fino alla cima della collina. Sarete ampiamente ricompensati.
  • Per gli amanti del genere, una visita al museo della tortura è immancabile. Sconsigliata a chi è facilmente impressionabile. E comunque anche il museo del Vino e della Vernaccia ha un suo perché.
  • Sarà che è ora di cena e mi ci vuole molto prima che possa mettere le mani su qualcosa di commestibile, ma quelle tagliatelle al cinghiale mi hanno stesa! >___<

    • goodnightandtravelwell

      Sapessi quanto manca, a me, il ragù di cinghiale che ho mangiato là…