Bassano del Grappa: tra Ponte Vecchio e distillerie

Category : Veneto

Uno dei ponti più famosi d’Italia, disegnato dal Palladio in persona e cantato dagli Alpini. La patria della più antica distilleria di grappa su territorio italiano. Un borgo storico di grande fascino nel cuore del Veneto. Tutto questo è Bassano del Grappa. Ho avuto l’opportunità di scoprire questa piccola isola felice nel territorio vicentino nel corso di un viaggio di lavoro e, anche se non vi ho trascorso più di mezza giornata, devo dire che mi ha davvero conquistato. Soprattutto per il silenzio, il ritmo di vita e l’atmosfera che ho respirato camminando per le strade. Poche ore prima mi trovavo a Milano, immersa nella nebbia e nella folla frettolosa. A Bassano ho trovato un cielo chiaro e persone in pace con il mondo.  Sarà merito del fiume Brenta che scorre lento e costante sotto il Ponte Vecchio?

So solo che a un certo punto mi sono ritrovata a camminare nel mezzo di una strada del centro storico, cercando l’inquadratura migliore per una fotografia. Chissà perché ero convinta che quella strada fosse chiusa al traffico. Non lo era. A Milano sarei stata investita da strombazzate e insulti incazzati. A Bassano una Fiat 500 mi ha seguito a passo d’uomo discreta e silenziosa per almeno cinque minuti, credo, aspettando che mi accorgessi della sua presenza e mi accostassi di lato. Superandomi, il conducente mi ha sorriso. Che dire? Pensavo di essere in un sogno!

bassano-castello

bassano-piazza-carnevale

Ma veniamo alle cose da vedere a Bassano. Il monumento più famoso del paese è proprio il Ponte Vecchio, in legno, sul fiume Brenta, coperto e dal profilo inconfondibile. Dopo l’ultima distruzione nella seconda guerra mondiale, il ponte è stato ricostruito seguendo l’originale disegno del Palladio che lo aveva progettato nella metà del Cinquecento. Già il ponte del Palladio era una ricostruzione.  Una delle violente piene del Brenta aveva infatti travolto e distrutto il ponte preesistente. Ma da allora il Ponte Vecchio di Bassano era destinato ad essere distrutto e ricostruito più volte, spesso al ritmo delle vicissitudini storiche della città. Innanzitutto. Circa due secoli dopo, nel 1748, fu un’altra violenta piena del Brenta a distruggerlo di nuovo. Nel 1813 Eugenio di Beauharnais, viceré del Regno d’Italia, lo fece incendiare nel tentativo di opporsi all’avanzata austriaca. In entrambi i casi il ponte fu riedificato sempre secondo il progetto palladiano. Durante la prima guerra mondiale vi passarono le truppe italiane del generale Luigi Cadorna. Furono i partigiani della seconda guerra mondiale a farlo saltare ancora, nel 1945, in un’operazione di sabotaggio. Le cronache narrano che per rappresaglia i nazisti prelevarono dalle prigioni tre partigiani (Federico Alberti, Cesare Lunardi e Antonio Zavagnin) e li fucilarono sul ponte. Di nuovo ricostruito per volontà degli Alpini e inaugurato nel 1945 dal presidente del Consiglio De Gasperi in persona, viene nuovamente danneggiato dall’alluvione del 1966. Dopo di questa viene effettuato un approfondito restauro.

bassano ponte

La seconda celebrità di Bassano è proprio lei: la Grappa cui fa pensare subito il nome del paese. Attenzione però:  ‘quel’ Grappa in realtà è una montagna che si innalza al di sopra di Bassano, in cui nome deriva probabilmente dal tedesco Krapp, cioè roccia. E a quanto pare – lo dice la Treccani! –  il nome del distillato italiano per eccellenza non avrebbe nulla a che fare con il Monte Grappa né tantomeno con Bassano del Grappa. Deriverebbe infatti dal termine grapa, ossia graspo, con la stessa etimologia di grappolo. Però sta di fatto che proprio a Bassano nasce la più antica distilleria di grappa e che oggi il paese ospita inoltre il suggestivo Museo della Grappa. Ma che cos’è la grappa? Si tratta di una particolare acquavite derivata da vinaccia prodotta dalla lavorazione di uve su territorio italiano. Un meraviglioso viaggio nella sua storia e nei suoi aromi è offerto dalla visita del particolarissimo Museo Poli, appartenente a una delle famiglie più longeve dedite alla produzione di grappa sul territorio, la cui distilleria si trova a poca distanza da Bassano nella località Schiavon. Durante la visita tra alambicchi, collezioni di grappe storiche e diffusori aromatici per respirare i vari aromi delle grappe, si scopre che ‘la’ Grappa non esiste, ma esistono ‘le’ grappe. Differenti per vitigno, alambicco, vinaccia, annata, invecchiamento, stile. Come ho potuto sperimentare anche attraverso la degustazione che mi è stata gentilmente offerta…

bassano-museo-poli

Infine uscendo da Bassano, la mia attenzione viene attirata dalla fila di alberi lungo la strada. Ognuno di essi porta scritto un nome. Un modo per non dimenticare mai il terribile eccidio di Bassano del Grappa. Il 26 settembre 1944 a ognuno di questi alberi furono impiccati 31 giovani partigiani bassanesi, catturati in un rastrellamento sul Grappa e sugli altri monti dai nazi-fascisti. Ognuno di essi aveva le mani legate dietro la schiena e portava sul petto una targa con scritto “briganti”. I loro corpi rimasero in mostra per quasi un giorno intero. La loro storia è rievocata anche nel libro I piccoli maestri dello scrittore Luigi Meneghello. Oggi, il viale alberato è chiamato Viale dei Martiri. Percorrendolo in silenzio mi viene da pensare come sia strano che un paese che mi è sembrato così tranquillo e rilassante abbia alle spalle una storia tanto terribile di inondazioni, guerre e orrende esecuzioni. Eppure dopo ogni crollo il Ponte Vecchio di Bassano è stato costruito di nuovo. Anche questa è Resistenza dopotutto. Mi piace che questo sia il mio ultimo pensiero, nel lasciarmi alle spalle gli ultimi alberi del viale dei martiri.

bassano-verso-il-borgo

 

bassano-grappa

 

bassano-grappa-1

  • Che caruccia :-)! Grazie per le info 🙂