Budapest: una gran dama Mitteleuropea (pt.1)

Category : Europe, Hungary
Hosok Tere piazza degli eroi

Itinerario
Itinerario Szechenyi Bath – Varosliget Park – Vajdahunyad var – Hosok tere – Andrassy ut – Piazza Oktogon – Zeneakademia – Szent Istvan Bazilika – Magyar Allami Operahaz – Vasarcsarnok – Vaci utca

È dalla 5° elementare (nel lontano 1996) che porto questa terra nel cuore. Ricordo ancora la ricerca di geografia sull’Ungheria che avevo preparato come approfondimento per gli esami finali.
Ne è passato di tempo ma non ho mai smesso di sognare di passeggiare per le vie di questa maestosa capitale europea, attraversata dall’acqua blu del Danubio. Una terra selvaggia, di cavalli e di vaste e sconfinate pianure, nazione senza un mare ma con un lago talmente grande da essere chiamato il mare magiaro” che, finalmente, dopo quasi 20 anni, si è dispiegata sotto i miei piedi.

Come già detto nel primo post di questa serie, siamo partiti in quattro: noi due (Claudia e Federica) e i nostri genitori, decisi a farci una bella vacanza in famiglia come si faceva da piccole, tanto tempo fa.
Claudia: entusiasta della meta, iper organizzata, con una gran voglia di vedere più cose possibili e assaggiare il famigerato gulash ungherese.
Federica: non troppo convinta della meta scelta ma ansiosa di vedere i cavalli nonius.
Padre: arzillo sessantaduenne, che non spiccica una parola di inglese ma che non teme di lanciarsi in improbabili conversazioni a gesti.
Madre: la viaggiatrice all’insegna del “non stanchiamoci troppo” che vuole vedere il Danubio e gli imponenti palazzi barocchi.

Esci dall’albergo e la prima cosa che noti è il caldo. Son le 9 di mattina è già fa un bel caldino.
Un ultimo sguardo alla guida turistica (rigorosamente Routard) e alla cartina e siamo pronti per infilarci nella metropolitana Opera, dove troviamo la prima piccola sorpresa: una stazione ricoperta di piastrelle, dalle colonnine in ferro battuto brunito e dalla piccola biglietteria in legno. Piccoli graziosi dettagli che suonano come la promessa di una città che ha tanto da svelare.

Da Roma a oggi: le terme di Budapest

La prima tappa del nostro “day one” sono le Terme Szechenyi. Budapest è ricca di sorgenti termali (se ne contano ben 123) e gli ungheresi le frequentano spesso, facendo restare viva una tradizione che fu prima dei romani e poi dei turchi. I Bagni Szechenyi sono il più grande centro termale dell’intera Europa, ospitato da un fantastico palazzo neobarocco del 1913. Nessuno di noi 4 è un grande amante di piscine e trattamenti termali così, in barba a quanto raccomandato dall’intero universo mondo, decidiamo di limitarci ad entrare nella hall e di sbirciare qua e là. Se fossi un’estimatrice di terme terme queste sicuramente sarebbero le mie preferite: cupole mosaicate sui toni dell’azzurro, acque limpide, trattamenti di ogni tipo, piscine all’aperto nelle quali si può giocare a scacchi, il tutto in una cornice architettonica davvero unica.

terme Széchenyi Varosliget

terme Széchenyi Varosliget

Mancano solo le fate

Decidiamo di camminare un po’ all’interno del verdissimo parco Varosliget (facilmente raggiungibile poichè vi si trova la fermata della metropolitana M1 – linea gialla – Széchenyi fürdő). Poco lontano dalle terme, infatti, sorge il Vajdahunyad var: un castello che sembra veramente uscito dalle fiabe, un mix di stili diversi nato in occasione dell’esposizione nazionale ungherese del 1986. In origine era stato fatto in cartone e legno ma divenne talmente popolare ed amato che si decise di realizzarlo in pietra. Dovrebbe racchiudere elementi tipici di alcuni vecchi castelli ungheresi specie della Transilvania che, attualmente, si trova in terra rumena.

parco Varosliget e castello Vajdahuniad var

parco Varosliget e castello Vajdahuniad var

parco Varosliget e castello Vajdahuniad var

parco Varosliget e castello Vajdahuniad var

Il cammino che va dal principe Arpad al cuore pulsante di Budapest

Gira di qua, gira di là, attraversando piccoli ponti gialli, viottoli ghiaiosi e ombrosi, ad un certo punto il parco si arresta e lascia spazio ad Hosok Tere. La gigantesca Piazza degli Eroi si apre in uno spazio maestoso, quasi incombente, formando una grandiosa spianata semicircolare accecata dal sole e resa ancor più luminosa dal contrasto con l’ombroso sottobosco del Varosliget.
Gironzoliamo un po’ per la piazza, soffermandoci a scattare foto e ad osservare l’architettura dei bei palazzi che le fanno da cornice: a sinistra il Szepmuveszeti Muzeum (Museo delle Belle Arti) e a destra il Mucsarnok (Palazzo delle Arti). Dal centro della piazza si erge una colonna di ben 36 metri dalla cui sommità l’arcangelo Gabriele dispiega le ali tenendo tra le mani la corona ungherese. Ai suoi piedi vi trovate faccia a faccia con gli sguardi duri e un filo truci del principe Arpad e dei 7 capi tribù magiari che condussero verso la fine dell’800 d.C. il popolo magiaro in questa regione. Alle spalle di questi conquistatori si ergono due file di colonne, ognuna delle quali con 7 statue raffiguranti personaggi chiave per la storia dell’Ungheria. Un po’ ricorda, come stile, la Porta di Brandeburgo.

Hosok Tere, piazza degli eroi

Hosok Tere, piazza degli_eroi

Hosok Tere, piazza degli eroi

Proprio in faccia a questo trionfo monumentale, verso sud-ovest, si snoda una delle arterie più importanti di Budapest. Andrassy ut è un viale risalente al XIX secolo, dichiarato Patrimonio dell’Umanità Unesco, lungo la bellezza di 3 km, che si dipana per il cuore di Pest, unendo il Varosliget al parco di Erzsébet tér. Decidiamo di farcela tutta a piedi, cercando di stare al più possibile all’ombra degli alberi che costeggiano il percorso pedonale ma, nonostante questo, ora della fine, ci siamo già scolati quasi un litro d’acqua a testa: il sole picchia con una certa insistenza.
Edifici di stili differenti si susseguono uno dopo l’altro ai lati della strada, interrotta da due piazze, Kodály körönde e Oktogon, che sono più che altro dei grandi svincoli caotici piuttosto che luoghi particolarmente interessanti dal punto di vista architettonico.

piazza Oktogon

È pressappoco all’altezza di Oktogon che decidiamo di svoltare a sinistra e di imboccare Liszt Ferenc tér simpatica vietta ricca di ristorantini e bistrò con un bel percorso pedonale che corre, come un piccolo sentiero, in mezzo ad alberi ed aiuole. Tutta questa camminata ci porta ad ammirare la facciata della Zeneakademia, l’Accademia della Musica, dedicata a Fanz Liszt.

Zeneakademia Liszt

La mano di un santo, una cupola e i tetti di Budapest

Uno sguardo alla cartina, che non tengo in mano io perchè ho il senso dell’orientamento di un ciottolo di fiume, e ci indirizziamo verso la chiesa principale di Budapest: la Szent Istvan Basilika (Basilica di Santo Stefano). L’ingresso è gratuito (per la precisione trovate una grossa urna per le offerte all’ingresso ma, ovviamente, nessuno vi obbligare a donare qualche cosa) mentre per salire sulla cupola si pagano 500 Ft (400 se avete al massimo 26 anni).

St Istvan Basilika

St Istvan Basilika

piazza di fronte alla St Istvan Basilika

La chiesa in sé è stata, un po’ per tutti, una delusione. Pur potendo accogliere ben 8500 fedeli e pur essendo ricca di ori e marmi non sembra, almeno dall’interno, particolarmente grande o imponente, non da quell’impressione di maestosità con il quale altre chiese investono il visitatore. Per chi fosse interessato, nella cappella sulla sinistra del coro è conservata una teca contenente la mano destra di Santo Stefano (niente di che), primo vero e proprio re d’Ungheria. La cosa più bella è la cupola mosaicata alla quale è possibile accedere a tramite l’ascensore (la nostra scelta) o dando la scalata a 352 gradini.

St Istvan Basilika

St Istvan Basilika

Il prezzo del biglietto vale però anche solo per la magnifica vista che si può godere dalla sommità della cupola. Una piccola divagazione: appena usciti dall’ascensore ci si ritrova ancora nella cupola e si nota la struttura di sostegno della cupola stessa. Appena vista e mia sorella ci siamo guardate in faccia e ci siamo dette “Skyrim…l’Oculario e l’Astrolabio Naninco”. Ok, probailmente abbiam qualche cosa che non va, ma siamo entrambe uscite da poco dal tunnel di dipendenza di un videogioco fantastico, Skyrim appunto, e tutto questo ambaradan ci ha richiamato alla mente una particolare quest ma…sorvoliamo.
Dicevamo…il panorama. Ah sì. Il panorama. Una vista mozzafiato a 360° su Budapest, con la sua skyline abbastanza piatta e uniforme resa inimitabile dal profilo frastagliato del Parlamento, dal tetto multicolore del Mercato e dalla scia blu del Danubio che la taglia in due.

panorama dalla cupola della St Istvan Basilika

Panorama dalla cupola della St Istvan Basilika

Consigli
  • Per arrivare a Budapest dall’aeroporto noi abbiamo preso un comodissimo taxi (la compagnia è Fo Taxi) giallo che più giallo non si può, che in poco meno di 1 oretta e 25.00 € ci ha depositato proprio davanti all’albergo (subito dietro l’Opera). In alternativa è possibile prendere il pullman 200E. Con il pullman si raggiunge Kobanya-Kispest, il capolinea della metro blu (M3), dove potete prendere la metro (in direzione Újpest-Központ) fino alla fermata Deák Ferenc tér. Ecco, ora siete nel centro città, pronti per andare dove più vi piace.
  • Muoversi con i mezzi è facile e veloce. La rete di trasporti pubblici di Budapest è molto efficiente. Noi abbiamo preso il biglietto settimanale che garantisce, con 4950 Ft (Fiorini ungheresi) un numero illimitato di accessi su tutti i mezzi pubblici cittadini nell’arco dei 7 giorni successivi al momento dell’acquisto del biglietto.

to be continued…

  • Quanto mi mancano i viaggi in famiglia 🙁 il Vajdahunyad var mi ha colpito tantissimo, non ne sapevo niente!

  • Budapest, non ci stancheremo mai di dirlo, è stata una piacevole scoperta!
    Una città di cui non ci aspettavamo assolutamente nulla e invece… è meravigliosa!

    • Idem, anche per me! Non avevo grandissime aspettative e invece è stata una piacevolissima scoperta!

  • Diletta

    Che bella!! Volevo andare a Budapest per l’ultimo dell’anno ma alla fine abbiamo optato per Copenaghen… sarà per la prossima! 🙂
    P.S. Domanda tecnica 😀 come avete fatto per creare quella carinissima Box consigli in fondo alla pagina? Serve un codice htlm o è qualcosa di più complicato? Grazie mille!

    • Massì, un pretesto, anche se non sarà per l’ultimo dell’anno, per andare a Budapest sono sicura che lo troverai 😀 Vale davvero la pena!

      Per quanto riguarda la tua domanda:
      Ti premetto che non sono una grande saggia di template e codici, per cui potrei dirti qualche allegra panzana!
      Il box dei “consigli” noi lo inseriamo utilizzando gli shortcodes. Il template del nostro blog li aveva già di default installandolo, se non ricordo male, ma credo che tu possa inserirli aggiungendo il plugin (il nostro dovrebbe essere “Shortcodes Ultimate”). A quel punto dovresti avere proprio nel menù laterale una voce con “shortcodes” e un pulsantino con scritto “insert shortcodes” da cui accedi direttamente dal post e che ti permette d’inserire qualche variazione grafica, animazione… inserendo il codice necessario. Spero di essere stata chiara, se hai dubbi, chiedi 😉

      • Diletta

        Ahhh ma grazie! Che gentile, proverò così! :*

  • Pingback: Ungheria: dove il Danubio diventa Duna | Goodnight and travel well()