Dall’antica Pompei alle tempeste di Castel Sant’Elmo

Category : Campania, Italy

Una città romana cristallizzata nella lava. Un intrico di vie, case, piazze ed edifici rimasto sepolto per ben 1700 anni sotto una coltre di cenere e lapilli alta sei metri. In una parola: Pompei.

Per raggiungere le rovine del sito archeologico più visitato dagli stranieri in Italia, una delle vie più comode e brevi è la circumvesuviana. Si può prendere la linea Napoli –Poggiomarino e scendere a Pompei Santuario, oppure la Napoli-Sorrento, scendendo alla fermata Pompei Villa dei Misteri. Dopo qualche difficoltà d’orientamento, comprensibile e fisiologica, alla stazione di Napoli Porta Garibaldi, siamo finalmente in carrozza. Il Vesuvio torreggia tranquillo sopra i paesi – Portici, Torre del Greco, Torre Annunziata, Boscotrecase – disposti lungo il percorso della ferrovia, alle falde del vulcano che nel 79 d.C. seppellì le fiorenti cittadine di Pompei, Ercolano e Stabia. Ora Lui sembra dormire, placido, come una montagna qualsiasi. Ma a guardarlo mette ancora un po’ di inquietudine.

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Pompei

Dopo una lunga coda e un biglietto d’ingresso non proprio economico, ci inoltriamo finalmente tra le pietre di una città in cui il tempo si è fermato oltre 2000 anni fa. È una bella giornata di sole, i turisti sono tanti ma non troppi, e camminiamo silenziosi tra i sassi e resti di edifici più o meno riconoscibili, sbirciando dentro ai muri delle case, scoprendo affreschi inaspettati sulle pareti. Ecco qualche esempio di ciò che abbiamo visto.

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Frescos in Pompeii:

Pompei

Pompeian ‘street food’:

Pompei

Pompeii citizen:

Pompei

‘The Faun’ in the courtyard of the famous House of the Faun:

Pompei

Raggiunto anche l’anfiteatro all’estremità opposta del sito archeologico, giunge ormai il momento di salutare Pompei, le sue pietre e i suoi cani placidamente addormentati fuori dalle porte di case in cui non c’è più nulla da custodire.

Così, riprendiamo la circumvesuviana e torniamo nel mondo dei vivi, facendo rotta nuovamente verso Napoli. Il programma prevede ora una visita al quartiere Vomero,  con tappe conclusive Castel Sant’Elmo e Certosa di San Martino. Originariamente collina votata alla coltivazione (il suo nome deriva da una parte dell’aratro), soprannominata ‘la collina dei broccoli’, ora il Vomero è uno dei quartieri più ricchi della città, con ampie aree pedonali e negozi che in tempo natalizio si illuminano a festa. Sulla sommità svetta il medievale Castel Sant’Elmo, da cui è possibile dominare con lo sguardo l’intero Golfo di Napoli. Già in epoca normanna vi sorgeva una torre di osservazione e  per tutta la storia della città di Napoli il presidio di quelle fortificazioni così strategiche fu sempre molto ambito. Noi vi arriviamo mentre il sole sta tramontando e il tempo sta cambiando. Nuvoloni rosa e grigi attraversano il cielo, il vento inizia a soffiare mentre percorriamo i camminamenti panoramici del castello. Da quassù si vede proprio tutto: il Vesuvio, la città nella sua interezza, attraversata da Spaccanapoli, la lunga arteria che la taglia per il lungo come una ferita, le isole del Golfo, Capri e Ischia. E il vento soffia sempre più forte, in uno scenario da pittura romantica. Avete presente Il viandante sul mare di nebbia di Caspar David Friedrich? Ecco l’atmosfera è un po’ quella!

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Napoli - Castel Sant'Elmo

Quando raggiungiamo la Certosa di san Martino iniziano a cadere grossi goccioloni, ci infiliamo dentro appena in tempo: fuori scoppia il temporale. Costruito in epoca medievale, questo monastero ha oggi un aspetto decisamente barocco, nella chiesa centrale, con le sue sei cappelle, ma anche all’interno dei chiostri. Ospita il Museo nazionale di San Martino, con tantissimi reperti che raccontano la storia della città, dalle grandi navi di epoca borbonica alle carrozze reali, fino ai presepi più antichi. Stanchi per la lunga giornata, ci soffermiamo a lungo  nelle sale del museo. Almeno finchè l’acqua smette di scrosciare giù dal cielo e possiamo azzardarci a mettere il naso fuori e incamminarci verso casa.

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Napoli - Certosa di San Martino

Consigli
  • Se prendete la circumvesuviana calcolate un po’ di tempo per capire come e dove si fanno i biglietti: magari, anzi sicuramente, siamo un po’ imbranati noi, però è stato davvero complicato!
  • A Pompei siate curiosi: non ci sono solo sassi, entrando nelle case si scoprono pitture e colori davvero inaspettati.

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