Ferdinando Magellano e il primo giro intorno al mondo

Cari lettori, con questo post si inaugura sul blog una nuova rubrica. L’obiettivo è raccontare, ogni mese, la storia di un viaggiatore del passato, più o meno famoso… 

Si parte con un viaggio che fu un po’ sfortunato ma che provò – in una maniera assai difficile da confutare – che la Terra è rotonda!

Ieri, 17 ottobre, era il compleanno del grande protagonista di questo viaggio: Ferdinando Magellano. Buona lettura!

Vuole trovare un passaggio a ovest per le Indie. Diventa capitano della spedizione che riesce a portare a termine il primo giro del mondo. Il 17 ottobre 1480 nasce  a Sabrosa in Portogallo Ferdinando Magellano. Trentanove anni più tardi, il 20 settembre del 1519, cinque navi con a bordo 237 uomini salpano dal porto spagnolo di Sanlúcar de Barrameda. La spedizione sotto bandiera castigliana è comandata proprio da Ferdinando Magellano: un capitano portoghese che è caduto in disgrazia in patria e, dopo l’avvio di una promettente carriera, è stato allontanato dal comando con l’accusa di aver intrattenuto traffici con i musulmani.

Sono anni in cui Spagna e Portogallo si spartiscono un mondo i cui confini non sono ancora ben definiti. Un navigatore portoghese si presenta al re di Spagna Carlo V con una versione alternativa della carta geografica, una sorta di scommessa sull’esistenza di un passaggio attraverso le Americhe che potrebbe condurre da ovest alle Indie. Dimostrando così una volta per tutte che la Terra è rotonda e soprattutto che anche le ricche isole delle Spezie, ossia le attuali Molucche, appartengono alla parte di mondo a ovest della linea individuata dal trattato di Tordesillas. Quindi alla Spagna, e non al Portogallo.

E’ questo il motivo per cui il re di Spagna decide di affidare a un portoghese il comando della spedizione che andrà in cerca del famoso passaggio a ovest, il passaggio che, stando alla ‘scommessa’ di Magellano, dovrebbe trovarsi a sud del Rio della Plata, nei territori appartenenti oggi ad Argentina e Uruguay. Dopo aver percorso l’intero Oceano Atlantico il capitano scopre di aver vinto la scommessa, perchè questo passaggio esiste. Lo chiama stretto di Magellano. Mentre ci passa attraverso, dalla parte di terra alla sua sinistra, a sud, si alzano fumi impressionanti. Probabilmente sono gli indigeni che bruciano il terreno prima di seminare i campi, fatto sta che quel territorio da quel momento in poi si chiamerà Terra del Fuoco.

Magellano non sa dove finisce la Terra del Fuoco (sarà Francis Drake una cinquantina di anni più tardi a giungere fino a Capo Horn), per quanto ne sa lui il continente americano potrebbe proseguire senza altre interruzioni fino al Polo Sud. A lui dopotutto basta che ci sia quel passaggio. Percorso lo stretto braccio di mare, si trova davanti a un’immensa distesa d’acqua. Un altro oceano, ma che non sembra percosso dalle tempeste che imperversano sull’Atlantico: decide di chiamarlo Oceano Pacifico. Magellano sa che tutte le nuove terre che scoprirà nel nuovo oceano saranno  annesse all’impero spagnolo: lui ne diventerà governatore, glielo ha promesso il re di Spagna in persona.

Così, quando giunge nelle Filippine si adopera per convertire il re dell’isola di Cebu e i suoi sudditi al Cristianesimo e spingerli a riconoscere Carlo V di Spagna come loro re. Ci riesce, ma non fa i conti con i regnanti della vicina isola di Mactan, che insorgono e danno vita a una violenta ribellione contro gli invasori: nella battaglia di Mactan lo sventurato Magellano viene ucciso dagli abitanti dell’isola capitanati da Lapu-Lapu, e con lui muoiono parecchi uomini della spedizione. Il suo corpo non viene restituito, i superstiti abbandonano le Filippine salpando verso la Spagna. Il 6 settembre 1522 la Victoria, sola nave superstite, rientra in patria dopo aver completato la prima circumnavigazione del globo. Ci sono voluti 2 anni, 11 mesi e 17 giorni. A bordo della nave ci sono solo 18 uomini: tra questi, il vicentino Antonio Lombardo, detto il Pigafetta. È a lui che dobbiamo il resoconto della spedizione di Magellano, l’unica prova documentale del primo giro del mondo. Perché i viaggi importanti è importante anche raccontarli.

(immagine tratta da nauticareport.it)

  • Mi piace l’idea per questa nuova rubrica!
    Con la storia ho sempre seri problemi, ma ricordo che quella di Magellano mi colpì molto la prima volta che la sentii 🙂