Il fascino tentatore delle Pale di San Martino

Category : Italy, Veneto

“Sono arrivata in Paradiso”. È questo il primo pensiero che mi attraversa la mente non appena vedo  il rifugio Volpi al Mulaz, incastonato tra rupi splendenti di luce.

Ho appena guadagnato la sommità di un grosso costolone roccioso dopo la faticosa risalita dell’ennesimo ripido ghiaione, lungo una traccia fatta di sassi  e rocce sdrucciolevoli, scivolosa e poco segnalata, sotto un sole rovente. Non mi sembra vero di  vedere lo spiazzo quasi pianeggiante con il  rifugio, stretto tra i massicci rocciosi, come una perla preziosa dentro il guscio insolitamente appuntito di un’ostrica enorme.

dolomiti rifugio mulaz

Il pietroso ‘paradiso’ del Mulaz

E, per un momento, non ci credo. Penso ai miraggi e alle illusioni create dalla fata morgana, perché dopotutto quello che ho appena attraversato altro non è che un enorme deserto pietroso.

È allora che mi viene il dubbio di essere passata a miglior vita senza accorgermene. In fin dei conti in montagna basta poco, mi dico, un passo falso, una pietra poco stabile e voilà…da un momento all’altro ti ritrovi col corpo sul fondo di un precipizio e l’anima alle porte del Paradiso. Un Paradiso un po’ strano, in verità, così angusto e roccioso… ma tant’è, dopotutto ognuno ha il Paradiso che si merita, penso.

Ma poi è il peso dello zaino, il sudore e il mal di gambe (una sensazione che con il corpo sul fondo di un precipizio raramente potrei provare) a farmi tornare coi piedi per terra. Non sono in Paradiso, ma c’è una bella notizia: ho raggiunto finalmente la meta.

dolomiti forca rossa

La Forca Rossa

Il giorno precedente il percorso dell’Alta Via ci ha portati dal rifugio Castiglioni alla Marmolada (perché era qui che eravamo rimasti, ricordate?) al Passo San Pellegrino, attraverso una tappa ‘di raccordo’ che ha previsto anche un percorso a bordo del mitico ‘Dolomiti Bus’ per raggiungere, dal Lago Fedaia, il villaggio di Malga Ciapela, da cui parte la funivia che porta fino in cima alla Marmolada.

Noi, però, che già ci vergogniamo un po’ di aver preso un pullman invece di percorrere a piedi la noiosa strada asfaltata, non prendiamo minimamente in considerazione la funivia né il ghiacciaio della Regina delle Dolomiti. Da Malga Ciapela partiamo invece a piedi alla volta della Forca Rossa, attraversando boschi e prati senza incontrare nessun membro della specie umana (ci imbattiamo spesso nelle mucche al pascolo, però) e perdendo più volte il sentiero. I luoghi che attraversiamo non sono certo i più frequentati dai turisti in vacanza sulle Dolomiti.

Raggiunta la Forca Rossa e constatato che il nome tanto poco incoraggiante è in realtà semplicemente dovuto al colore delle pietre di arenaria tutt’intorno, scendiamo lungo la Via dei pastori, tra cavalli al pascolo e marmotte decisamente poco inclini a farsi intimorire, fino al passo san Pellegrino, dove pernottiamo in un vero hotel e ci godiamo un po’ di comfort (abbuffandoci all’inverosimile a cena e colazione).

È dal passo San Pellegrino che siamo risaliti inizialmente per i verdi pascoli che ci hanno portato alla forcella di Pradazzo e al Passo Valles, quindi dopo la forcella di Venegiota sui ripidi ghiaioni che ci hanno condotti al rifugio Volpi, sotto la parete est del Mulaz.

Il piccolo angolo di Paradiso.

dolomiti mulaz e arrampicata

Gli attrezzi del mestiere dei ‘rocciatori’ delle Pale

In effetti siamo entrati in quello che è considerato un paradiso vero e proprio da rocciatori e arrampicatori: il Gruppo delle Pale di San Martino, percorso da vie leggendarie, celebre per le ferrate che lo attraversano e per i panorami mozzafiato che regala a chi ha la fortuna di percorrerlo all’alba e al tramonto. Cosa che noi abbiamo tutte le intenzioni di fare, a partire dal giorno seguente.

La cena in rifugio ci viene servita su una tovaglietta di carta che riporta il disegno del massiccio delle Pale, dei rifugi che ospita e dei sentieri più o meno attrezzati che lo percorrono. Mentre ci scaldiamo con zuppa e gulash alla veneta, il nostro sguardo non si stacca da quella cartina e da quell’intreccio di vie e percorsi così affascinante e tentatore… la Bolver-Lugli, la ferrata del Velo, il sentiero Dino Buzzati… certo una deviazione si potrebbe anche fare, pensiamo.

Non abbiamo l’attrezzatura da ferrata, però, e alla fine decidiamo di proseguire sulla retta via, ossia la famosa n.2. Che comunque l’indomani ci condurrà percorrere il prestigioso ‘Sentiero delle Farangole’, definito addirittura ‘alpinistico’ dalla nostra fedele guida.

Intanto, ci godiamo il sopraggiungere della sera tra le pietre del massiccio del Mulaz. E qualche fiore temerario che dà un po’ di colore alle rocce.

dolomiti mulaz e fiori

dolomiti mulaz fiori