Il parco naturale di Hortobagy: l’Hortobagy Halasto (pt.2)

Category : Europe, Hungary
Fishpond hortobagy

Un treno verde a pelo d’acqua

Il parco naturale di Hortobagy non si esaurisce con la puszta, quell’immensa prateria che alimenta l’immaginario collettivo. Questa bellissima oasi è anche molte altre cose, tra le quali troviamo l’Hortobagy Halasto – gli stagni di Hortobagy.
Riusciamo praticamente per miracolo ad acciuffare al volo l’ultima corsa e così saliamo sul trenino verde praticamente deserto.
Il treno effettua un tragitto di circa mezz’oretta costeggiando i bacini di pesca che formano quella che è una delle più importanti riserve ornitologiche dell’Europa centrale. Si tratta di un’area di circa 2000 ettari percorribile anche a piedi o in bicicletta, seguendo gli itinerari predisposti e ben indicati.

Il trenino pronto a partire

Percorsi percorribili in bicicletta lungo i canali

Canali e piste ciclabili

Il paesaggio che scorre pigro e lento accanto al trenino è quanto di più diverso si possa immaginare se paragonato al terreno piatto, eterno e giallo della puszta.
Piccoli canali attorniati da canneti. Specchi d’acqua che lambiscono gli argini terrosi e grigi, sulle qui sponde sono impresse le impronte dei bufali acquatici, arrivati qui dall’India, tramite gli Avari, nel 560 d.C. Ed infatti ecco che proprio dove l’acqua si mescola alla terra diventando più fangosa fanno capolino le sagome di questi possenti animali che si immergono nel fango per proteggere la propria pelle dalle fastidiose punture degli insetti.
Un intrico di corsi d’acqua e di rii frammenta il terreno, creando delle vere e proprie isole di verde. Canne ondeggianti di un colore brillante, intenso e ricco che piano piano digradano e si trasformano i distese di erba alta ondeggiante nel caldo vento del tardo pomeriggio.
Durante il tragitto siamo costantemente accompagnati dall’incessante richiamo dell’Ululone dal ventre rosso, un simpatico rospetto con la pancia rossa il cui verso è diventato la colonna sonora ufficiale di Hortobagy.

Tantissimo verde intorno

Gli stagni

I bufali d’acqua

Camminando a pelo d’acqua

Arrivati al capolinea scendiamo e decidiamo di inoltrarci un po’ all’interno di questo particolarissimo ecosistema. Seguiamo uno dei molto sentieri tracciati che ben presti si trasforma in un camminamento di legno a pelo d’acqua.
Si cammina tra muraglie di canne e staccionate protettive di legno qua e l’ha interrotte da punti di osservazione che permettono di osservare, senza disturbare, la fauna locale. Molti sono infatti i birdwatchers che arrivano qui la mattina presto o all’imbrunire, armati di macchine fotografiche e molta pazienza, per immortalare gli aironi bianchi, le spatole, gli svassi e tutta la grande varietà di uccelli che popola questo incredibile mosaico di ambienti, composti per la maggior parte da laghi o stagni di pesca, con vaste estensioni di canneto ed acquitrini lungo i margini esterni.
Arriviamo poi ai piedi di una delle torri di avvistamento disseminate in questi fishponds e iniziamo la salita.

Gli stagni

Gli stagni

I percorsi visti dalla torre d’osservazione

Quello che vedono gli aironi

Su in cima trovi quello che non ti aspetti.
Il primo impatto è qualche cosa di irreale. La luce arancione e obliqua del sole colpisce di striscio lo stagno, facendo risaltare sull’azzurro gli steli verdi delle canne, le larghe foglie circolari delle ninfee che galleggiano leggere come mille piccole isole flottanti. Poi lo sguardo spazia e ti accorgi che attorno a te, sotto di te, c’è un grande, indistinto mare ondeggiante. Sono le piccole onde increspate ad ondeggiare, e lo fanno assieme alla marea verde smeraldo che si estende fin dove lo sguardo riesce ad arrivare. È solo lontano, sulla linea di confine tra blu e blu, che scorgi la striscia gialla della puszta.
Acqua, tantissima acqua, sulla quale giocano i riflessi verde argento della luce che gioca con le onde e con la vegetazione. Sentieri di terra chiara serpeggiano tra i prati, disegnando sagome imprecise, contornando con il loro andamento serpentino aree di verdi diversi, che respirano sotto gli aliti di vento.

In mezzo a tutto questo ondeggiare di onde, di ninfee, di carovane di nuvolette e alti prati non puoi fare a meno di ondeggiare anche tu. Ti lasci cullare e piano piano ti accorgi che la vastità dello sguardo si fonde con quella del silenzio impalpabile, interrotto dal richiamo degli uccelli e dagli impercettibili scricchiolii della struttura di legno della torre d’osservazione che, lassù, ondeggia e oscilla dolcemente anche lei.

Dalla torre d’osservazione

Dalla torre d’osservazione

Dalla torre d’osservazione

Dalla torre d’osservazione

Consigli
  • Non preoccupatevi se vi sembra di andarvi a infrattare. È proprio quello che bisogna fare. Vi sembra di andare a finire nel nulla? Perfetto, siete sulla strada giusta. A un certo punto troverete una micro stazione ferroviaria, ma proprio micro micro, con un micro bar. Parcheggiate la macchina perché siete arrivati.Fatevi un bel giro col trenino. Le corse partono alle 10.00, 12.00, 14.00, 16.00 (tutti i giorni per i mesi luglio e agosto) / alle 10.00, 12.00 e 14.00 (solo sabato e domenica per i mesi di aprile, maggio, giugno, settembre e ottobre). Prezzo: andata e ritorno 1200 Ft / corsa singola 1000 Ft.
  • Se volete vedere per bene gli animali vi conviene informarvi su quali sono i periodi migliori. So che, ad esempio, la migrazione delle gru avviene in ottobre.
  • Servono due cose: tempo e voglia di meravigliarsi…e se volete una macchina fotografica.