Il vicus che divenne Vedano al Lambro in Brianza

Category : Italy, Lombardia

Ogni tanto tocca fare ordine tra le proprie cose, impilarle, etichettarle e sistemarle da qualche parte più o meno raggiungibile, in modo da poter fare spazio al nuovo. Quando succede io ci passo le ore e non solo perché sono diabolicamente disordinata ma perché mi perdo come niente nei meandri dei miei ricordi, in disegni dell’asilo e nei pensierini di prima elementare.

Piuttosto recentemente mi è capitata sotto mano una “ricerca”, una di quelle per cui passavi i pomeriggi in biblioteca o andavi a fare foto sul posto perché internet non esisteva (o nessuno pensava di passare due ore ad aspettare il caricamento di una pagina web) o ancora ci si trovava a casa di un amico e ognuno portava libri, schede, ritagli di giornale, cose, nomi, città.

La sostanza è che ho trovato questa piccola perla con delle foto di Vedano al Lambro e qualche nota a margine. Si trattava di un progetto per la valorizzazione del territorio e tutto sommato credo che una sbirciatina “storica” nella mia Brianza possa essere qualcosa di curioso e un po’ diverso dal solito.

Purtroppo non c’è bibliografia e mancano i famosissimi credits… per cui le foto non so ben dire da che archivio arrivino né chi sia il fotografo. Chiedo umilmente perdono e ve le propino, foto e didascalie annesse, così come le ho trovate, sperando di non far torto a nessuno.

English version

Vedano al Lambro, un po’ di storia

Vedano al Lambro è passato da essere un vicus (un aggregato di case e terreni, sia rurale che urbano) di origine romana ad essere un paese di ormai di circa 8.000 abitanti; si trova in provincia di Monza (con cui confina) e Brianza. L’origine del nome è incerta, si pensa che possa derivare o da un gentilizio latino o dalla presenza di luoghi di culto delle dee Vedanie.

Fu di proprietà dell’Arcivescovo Asperto di Milano che nell’879 lo citava nel suo testamento, venne poi aggregato al Comune di Milano, passando poi alla Pieve e al fondo di Desio. Infine, nel 1729, passò alla Real Camera e vi furono costruite due Case di Umiliati. Nel corso dell’800 il paese ricopriva anche buona parte del territorio dell’attuale Parco di Monza che venne parzialmente assegnato al Comune di Monza nel 1928.

English version

Oratorio della Beata Vergine delle Selve

La chiesa, al confine con Biassono e Vedano, ha origini molto antiche. Forse si tratta della stessa cappelletta che esiste dal 1300 nelle boscaglie che occupavano allora quel tratto di territorio. Sul piazzale aveva luogo annualmente una fiera che era per gli abitanti un importante luogo di ritrovo ma le feste furono abolite nel 1574. Nel 1842 l’edificio fu rinnovato e fu costruita la torre in stile Tudor. L’Oratorio fu poi ancora restaurato nel 1891 per iniziativa di Eugenia Litta secondo lo stile rinascimentale lombardo. Eugenia Litta ricavò poi nella torre la tomba di famiglia.

English version
Veduta dell’Oratorio della B.V. delle Selve

Veduta dell’Oratorio della B.V. delle Selve

Villa Litta

Nell’anno 1730 Vedano al Lambro divenne proprietà dei Marchesi Gallarati Scotti. All’inizio del 1800, sull’area dove oggi sorge Villa Litta, esisteva ancora una dimora gentilizia con altre case di proprietà dei Gallarati Scotti. Nel 1811 la proprietà venne acquistata dal conte Alberto Litta e quando morì nel 1832 venne ereditata dal duca Giulio Litta Visconti Arese che ricostruì la precedente residenza. Sotto la sua guida l’architetto Luigi Chierichetti di Milano fece edificare in stile anglosassone Tudor l’attuale villa e in seguito creò il parco e il giardino. Lo schema, in pianta, prevedeva un corpo centrale rettangolare su cui sono appoggiati due corpi ottagonali.

English version
Villa Litta

Villa Litta

Chiesa parrocchiale

La chiesa parrocchiale, nelle sue forme attuali, è della fine dell’800. Probabilmente, a metà del XVI secolo, era un edificio di piccole dimensioni, con la torre campanaria e il cimitero sulla destra. Questo primo edificio fu ristrutturato molte volte e fu ampliato con il passare del tempo. Nel 1842 fu costruito l’attuale campanile e nel 1860 il Consiglio Comunale comprò cinque nuove campane. La Chiesa fu consacrata a S. Stefano nel 1899 e nell’ultimo decennio del 1800 ed il pittore Tagliaferro affrescò la chiesa. Sono presenti anche dipinti del XVII secolo.

English version
Chiesa parrocchiale

Chiesa parrocchiale

  • Decisamente un modo diverso dal solito per parlare della propria terra 🙂

    • Magari un po’ scolastico ma diciamo che ci fatto piacere recuperare la storia di un paese vicino a noi 🙂

  • Natascia Colman

    Anche io sono estremamente disordinata e quando mi ci metto passo ore tra i vecchi ricordi con la speranza di riordinarli e il risultato di aver creato ancora più caos…
    Adoro la storia e queste post con queste foto è davvero interessante 😉

  • Lili Madeleine

    Perché uno non è abituato ad approfondire la storia dei luoghi che lo circondano, altrimenti scoprirebbe cose interessantissime, come quelle che racconti tu 🙂

    • 🙂 grazie
      Comunque è vero, ci sono un sacco di cose interessantissime anche proprio dietro l’angolo, anche se magari non ce ne ricordiamo 🙂