Le suggestioni fantasy delle Vette Feltrine

Category : Italy, Veneto

Meno celebri delle vicine Pale di San Martino, decisamente più basse (la cima più elevata, il monte Pavione, arriva a soli 2.330 mt circa) e famose per la loro piovosità, le Vette Feltrine non ci attiravano particolarmente, soprattutto dopo esserci inzuppati per benino al passo Cereda. E invece nel corso delle ultime due tappe del percorso il meteo si è mantenuto costantemente favorevole e soleggiato, non abbiamo dovuto affrontare temporali improvvisi o sentieri scivolosi. Abbiamo potuto invece penetrare in tutta tranquillità nei paesaggi suggestivi di questa riserva naturale, scoprire il fascino nascosto di questi luoghi silenziosi e semi desertici. Luoghi che sarebbero davvero perfetti per ambientarci un romanzo o un film fantasy: enormi torrioni pietrosi, scalinate possenti scavate nella roccia che ricordano scenari tolkeniani, formazioni rocciose che sembrano creature viventi pietrificate, enormi gargoyle che ci osservano dall’alto. E poi la conca del diavolo: una grande piazza dall’erba verdissima, circondata dalle rocce, dove si dice si diano appuntamento diavoli e streghe. Forse è la fatica accumulata a rendermi particolarmente suggestionabile, ma a un certo punto davvero mi sembra di vederle, le creature inquietanti che si nascondono in queste montagne, trovarsi nella piazza del diavolo una volta calata la notte e danzare tutte insieme al chiaro di luna.

vettefeltrine

I rifugi in cui pernottiamo sono il Bruno Boz e il Dal Piaz, siamo in territorio veneto ormai, come ci ricorda la cadenza inequivocabile nella parlata dei gestori del rifugio. Lo strettissimo sentiero che collega i due rifugi ci conduce attraverso una lunga traversata Delle Vette Feltrine, costeggia pendii molto ripidi, percorrerlo è suggestivo e divertente, in particolare nel tratto del cosiddetto ‘sentiero Cadorin’, stretto ed esposto, che si mantiene in costa lungo i pendii erbosi. Probabilmente con la pioggia si trasformerebbe in un vero e proprio inferno, ma mentre lo percorriamo noi in cielo non c’è una nuvola… meglio così! Durante il cammino, vediamo diversi camosci saltellare sopra di noi e anche le stelle alpine non mancano.

stella alpina

Giunti al rifugio Dal Piaz, seguiamo il consiglio del gestore e saliamo alla cima del monte Pavione, poco distante. Di lì possiamo far scorrere lo sguardo lungo l’ultimo tratto del sentiero che abbiamo percorso. Ormai siamo giunti al capolinea, l’indomani partiremo prima dell’alba per raggiungere in tempo la stazione di Feltre. Con un po’ di tristezza ci prepariamo a tornare nell’affollato mondo della città. Dove gli spostamenti sono molto più veloci, i telefonini sempre raggiungibili, le maglie si lavano in lavatrice. Dove non si è mai soli e perdere tempo è vietato. Dove il tempo risparmiato è tempo guadagnato.

Eppure abbiamo come l’impressione che il tempo trascorso sui sentieri dell’Alta Via delle Leggende sia stato qualcosa di  diverso. Tempo ritrovato.

dolomiti rifugio boz

  • “Dove gli spostamenti sono molto più veloci, i telefonini sempre
    raggiungibili, le maglie si lavano in lavatrice. Dove non si è mai soli e
    perdere tempo è vietato. Dove il tempo risparmiato è tempo guadagnato.”

    Questa frase riassume perfettamente la tristezza del nostro modo “moderno” di vivere 🙁

    • eh già…diciamo che ogni tanto è bello allontanarsene un po’, anche solo per pochi giorni 🙂

  • Diletta

    Che posti magnifici…