Rudyard Kipling: l’uomo bianco e la giungla

Come viaggiatore del mese di gennaio ho deciso di parlare dello scrittore Rudyard Kipling, morto a Londra il 18 gennaio 1936. Oltre ad aver scritto storie che mi hanno fatto sognare ad occhi aperti durante l’infanzia, visitò tantissimi luoghi del mondo e soprattutto espresse nelle sue opere un punto di vista a proposito dei luoghi esotici e delle persone che li abitano che doveva essere condiviso da molti europei del suo tempo.

Difensore del colonialismo imperialista della monarchia britannica, grande viaggiatore, cronista e narratore. Tutto questo è stato Rudyard Kipling, nato a Bombay, in India, nel 1865.  Suo padre, un professore inglese di architettura, è il direttore della scuola d’arte della città. Dopo aver frequentato in Inghilterra le scuole elementari e un collegio per figli degli ufficiali dell’impero britannico, Rudyard si trasferisce a Lahore nell’attuale Pakistan, dove lavora come giornalista direttore del museo locale. Quindi torna a Bombay, la città in cui era nato, e scrive i primi racconti ambientati nelle Indie.

Un lungo periodo di viaggi lo porta ad attraversare Birmania, Cina e Giappone, approdando quindi in California e, dopo aver attraversato gli Stati Uniti, a terminare il suo ‘giro del mondo’ a Londra. È proprio la pubblicazione dei diari di viaggio ad accrescere la sua fama di scrittore. È passato alla storia come il cantore dell’imperialismo britannico e dalle sue pagine spesso traspare l’idea della superiorità dell’uomo bianco e della sua missione civilizzatrice. Concetti che vengono teorizzati ne Il fardello dell’uomo bianco, una delle sue poesie più celebri, e decisamente ‘imperialista’.

Ma ciò che vale a Kipling il Premio Nobel per la Letteratura, conferitogli nel 1907, non sono i poemi tanto apprezzati dalle elite britanniche, quanto piuttosto i suoi avvincenti libri per ragazzi. Quelli che piacevano tanto a me. Dopo il matrimonio, trasferitosi in America, Kipling inizia infatti a scrivere racconti per l’infanzia. Pubblica Il libro della giungla, una raccolta che comprende anche i celebri racconti che hanno come protagonista il ‘cucciolo d’uomo’ Mowgli adottato da un branco di lupi nella giungla indiana. Seguono Il secondo libro della giungla, Capitani coraggiosi e Kim, che hanno avuto il potere di trasportare in luoghi esotici e lontani generazioni di ragazzi appassionati di romanzi di avventura.

Allo scoppio della prima guerra mondiale Kipling è corrispondente di guerra dal fronte occidentale e da quello italiano, attività che continua ad effettuare in diversi paesi europei anche nei decenni successivi al conflitto, tornando al mestiere di giornalista, da cui la sua carriera di scrittore è iniziata. Muore a Londra nel 1936. Nel 1967 Il libro della giungla diventerà un cartone animato firmato Walt Disney. Lo stesso testo aveva già conquistato, oltre agli accademici di Svezia, anche Robert Baden-Powell, fondatore dello scoutismo, che proprio partendo dalla storia di Mowgli e del suo branco ha formulato il progetto educativo dedicato agli ‘scout’ più giovani, di età compresa tra 8 e 12 anni. I cosiddetti ‘lupetti’…