Sul Lago di Como lungo la Greenway

Category : Lombardia

Le sue sponde sono punteggiate da ville meravigliose, immerse nel verde e nei fiori dei loro armoniosi giardini. In passato erano abitate da alcune tra le più importanti famiglie nobili italiane, oggi alcune di queste sono state trasformate in musei, altre in location per matrimoni ed eventi esclusivi, altre ancora sono state acquistate – seppur in alcuni casi solo temporaneamente – dai nuovi ‘principi’, il bellissimo e bravissimo George Clooney su tutti. Sto parlando del Lago di Como, che è uno dei miei posti preferiti per le camminate invernali e primaverili. Sono tantissimi infatti i sentieri e i percorsi che si snodano sulle sponde dei tre rami del lago, caratterizzato l’inconfondibile forma a Y rovesciata che lo rende immediatamente riconoscibile sulle carte geografiche.

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Quello di cui voglio parlare oggi è uno dei meno faticosi e più agevoli da percorrere: la Greenway del Lago, un percorso lungo oltre 10 chilometri che si percorre in poco più di 3 ore e attraversa i comuni di Colonno, Sala Comacina, Ossuccio, Lenno, Mezzegra, Tremezzo e Griante Cadenabbia, regalando bellissimi scorci sull’Isola Comacina e le rive lacustri. Il percorso si appoggia a tracciati già preesistenti e incrocia in diversi punti la Strada Regina, ossia la Statale 340, che percorre la sponda occidentale del lago. Furono i Romani a realizzare, unificando gli antichi sentieri che percorrevano la sponda del lago, la cosiddetta Via Regia (strada maestra) che costituì per secoli l’unico collegamento che viaggiatori e mercanti  avevano a disposizione per passare dalla regione comasca (e milanese) ai territori al di là delle Alpi, attraverso i passi dello Spluga e del Maloja. Fu dopo il passaggio della regina longobarda Teolinda che avvenne il cambiamento del nome di questa via di comunicazione tanto importante in quello di Strada Regina, usato ancora oggi.

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Il percorso della Greenway comincia a Colonno, un piccolo borgo situato a circa 17 chilometri da Como e raggiungibile attraverso la già citata Statale  340. Chi – come me – non ama troppo utilizzare l’automobile può prendere, dalla Stazione di Como S. Giovanni, l’autobus C10 Como-Menaggio-Colico, che rappresenta un valido alleato per i percorritori della Greenway: una volta concluso il percorso a piedi, infatti, lo si può riprendere a Cadenabbia per tornare indietro: a Colonno, se si è lasciata lì l’automobile, oppure a Como se si è arrivati con il treno.

All’entrata del paese di Colonno una serie di indicazioni guidano verso l’inizio del percorso, che è contrassegnato per tutta la sua lunghezza dalla presenza sul terreno del simbolo della Greenway. Dopo aver attraversato il piccolo centro di Colonno si procede verso il paese successivo, Sala Comacina. Il percorso si allontana dalla sponda del lago e sale a mezza costa passando attraverso appezzamenti di uliveti e vigneti e offrendo un bel panorama sul lago sottostante. Dopo Sala Comacina, un borgo di cui si può visitare in pochi minuti il centro medievale e il piccolo porticciolo, il sentiero risale nuovamente dirigendosi verso Ossuccio e offrendo uno sguardo dall’alto sull’Isola Comacina.

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Lunga circa 600 metri e larga appena 200, l’unica isola del Lario oggi si caratterizza soprattutto per la ricca vegetazione che la ricopre, ma forse non tutti sanno che in passato rivestì un ruolo di primo piano nella storia del territorio  comasco. In epoca romana e nel Medioevo l’isola Comacina fu infatti un luogo strategico dal punto di vista politico ed economico per il suo sistema di fortificazioni. Era una vera e propria cittadella cinta dalle mura e protetta dall’acqua, tanto che ancora oggi porta il soprannome di Castello (castél in dialetto locale). Ospitò per 20 anni un presidio bizantino e, dopo essere state una delle ultime fortezze dell’Impero Romano d’Occidente, nel Medioevo si schierò a fianco di Milano contro Como. La sua gloriosa storia termina nel 1169, quando la fortezza fu rasa al suolo dai comaschi alleati al Barbarossa.

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La chiesa di San Giacomo a Ossuccio

Proprio di fronte all’isola, sulla terraferma sorge il comune di Ossuccio, che ospita nella frazione di Spurano la bellissima chiesa di S. Giacomo, contraddistinta dal bel campanile a vela e raggiungibile attraversando la trafficata statale Regina. La chiesa, in stile romanico, risale al X-XII secolo, mentre il campanile è stato costruito più tardi, probabilmente dopo il XIV secolo. All’interno le pareti ospitavano una serie di affreschi di cui oggi si intravvede qualche traccia: qualche scena biblica visibile a fatica e la figura di San Cristoforo.

In questo tratto di strada si possono ammirare anche altri antichi edifici in pietra, dall’antico ospizio mediovale per pellegrini  di Santa Maria Maddalena alla chiesa dei SS. Eufemia e Vincenzo della frazione di Isola.

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L’ospizio di santa Maria Maddalena

Il percorso prosegue poi alla volta di Lenno risalendo in costa e scendendo di nuovo, fedele al continuo ‘su e giù’ che è una delle caratteristiche della Greenway. Si passa quindi nei pressi di alcune delle più belle ville del lago, come quella del Balbiano, antica proprietà della famiglia Giovio venduta nel Settecento al cardinale Angelo Maria Durini, che vi realizzò un meraviglioso giardino, con statue, fontane, siepi e pergolati.  Ma anche la Villa Monastero Pax di Lenno, affacciata sul lago, fino alla Villa del Balbianello, che si raggiunge facendo una piccola deviazione dal percorso della Greenway ed è collocata su un promontorio sopra al Dosso di Lavedo. La villa, una delle più scenografiche tra quelle affacciate sul lago di Como, è stata costruita dallo stesso cardinale Durini ed è anch’essa caratterizzata da bellissimi giardini. Per gli amanti di Star Wars: la villa del Balbianello è teatro del romanticissimo incontro tra niente meno che Anakin e Padmee Amidala in L’attacco dei cloni! Oggi è proprietà del FAI ed è visitabile da marzo e novembre.

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Villa Balbianello

Proseguendo oltre si giunge al lido di Lenno, paese che si affaccia su un’insenatura che cardinale Durini amava chiamare “golfo di Venere”. Dall’imbarcadero di Lenno si raggiunge quindi il comune di Tremezzo, passando sopra al torrente Pola, quindi il percorso sale fino a Mezzagra e alla chiesa di S. Abbondio: da qui si può ammirare dall’alto il promontorio di Bellagio. Quindi la strada scende di nuovo giungendo al Palazzo Brentano, appartenente a una ricca famiglia di mercanti tremezzini che si arricchì vendendo olio e castagne nel nord Europa. Un giorno percorrendo il sentiero mi sono – ehm – persa proprio in questo tratto, avendo così l’occasione di imbattermi in una targa commemorativa che ricorda che da queste parti il 28 aprile 1945 vennero giustiziati Benito Mussolini e Claretta Petacci, catturati dai partigiani mentre fuggivano travestiti da tedeschi. Insomma, anche la storia d’Italia è passata su questi sentieri!

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La facciata di Villa Carlotta a Tremezzo

Se invece si riesce a rimanere sul percorso segnato, dopo un ponte sul torrente Bolvedro la Greenway scende definitivamente verso il lago e raggiunge la strada statale. L’ultimo tratto del percorso corre a fianco della Statale fino a Cadenabbia ed è il tratto meno bello, a mio parere, soprattutto per via del traffico di automobili. Si passa però davanti alla magnifica Villa Carlotta di Tremezzo, edificata nel Seicento dal marchese Giorgio Clerici, che merita senza dubbio una visita, soprattutto se è primavera e nel suo stupendo parco botanico sono in fiore i rododendri e le azalee.

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Villa Carlotta

A Tremezzo o Cadenabbia è possibile quindi riprendere il pullman C10 ritornando al punto di partenza della Greenway.

Circa tre ore e mezza di cammino effettivo per una bella passeggiata da compiere senza fretta, a ritmo lento, fermandosi nei piccoli borghi affacciati sul lago. E godendosi panorami degni di principi, cardinali e star di Hollywood!