Tra le contrade e il Mangia: un pomeriggio a Siena

Category : Italy, Toscana
Capitolo 3 – Quegli adorabili ‘balzani’ dei senesi

Il primo sguardo su Siena ce lo regala una balconata panoramica alle porte della città. Siamo appena scesi dall’auto e negli occhi abbiamo ancora le torri di San Gimignano. Ora, osservando Siena dall’alto, ci convinciamo di essere davvero tornati  nel Medioevo. Almeno per un giorno.

Secondo la leggenda, i fondatori della città sarebbero stati i gemelli Senio e Ascanio, figli di Remo e nipoti di Romolo, il fondatore di Roma. In fuga dallo zio, che avrebbe voluto eliminarli dopo aver ucciso loro padre, arrivarono in terra etrusca e fondarono su tre colli Siena. Lo stemma cittadino, uno scudo diviso in due parti, una bianca-argento e una nera, è ricondotto a questa fondazione leggendaria: bianco e nero, si dice, fu il fumo innalzato dalla pira augurale con cui i due fratelli ringraziarono gli dei, mentre secondo un’altra versione bianco e nero sarebbero stati i due cavalli mandati dagli dei a Senio e Ascanio, per aiutarli nella fuga, in una sorta di Palio ante litteram. Altri riconducono il bianco e il nero ai marmi del duomo , oppure alla pace tra guelfi e ghibellini. Quel che è certo è che lo stemma porta ancora oggi il nome di ‘balzana’, termine tecnico che indica la divisione orizzontale in due parti all’interno di uno scudo, e un po’ ‘balzani’ sono anche gli stessi senesi, che continuano ad infiammarsi ogni anno in Piazza del Campo, per il Palio equestre che si corre il 2 luglio e il 16 agosto, e a guardare in cagnesco i concittadini appartenenti a una contrada ‘nemica’.

siena piazza campo

Piazza del Campo, con il Palazzo Pubblico

Se le torri di San Gimignano erano 16, infatti, le contrade di Siena sono 17, corrispondono a quartieri la cui area è ben circoscritta e conservano ciascuna il proprio stemma, bandiera e motto, che spesso compaiono anche sugli altari delle chiese e, naturalmente, per le strade e sulle case.

Indiscutibile centro della città, da cui si diparte la divisione in contrade e che rappresenta il circuito della corsa di cavalli più famosa d’Italia , Piazza del Campo è una delle più caratteristiche e, a mio parere, più belle d’Italia, con la particolarissima forma di conchiglia inclinata, divisa in nove spicchi (che simboleggerebbero il Governo dei Nove in carica tra Duecento e Trecento), e chiusa da bellissimi palazzi medievali. Vi si affaccia in particolare il Palazzo Comunale che ospita nelle sue stanze il ciclo di affreschi realizzati da Ambrogio Lorenzetti che nel trecento raffigurò il Buon Governo, il Cattivo Governo e i rispettivi effetti su città e ‘contado’. Si tratta di uno dei primi esempi medievali di arte completamente laica e avrebbe dovuto ispirare i governatori cittadini che qui si riunivano per amministrare il Comune. Sopra al palazzo comunale svetta la Torre del Mangia: quei balzani dei senesi l’hanno chiamata così dal soprannome di uno dei suoi primi campanari, Giovanni di Balduccio, che i senesi chiamarono ‘Mangiaguadagni’ e che doveva essere un grande amante delle prelibatezze toscane…

siena palazzo vecchio

La Torre del Mangia vista dal cortile interno del Palazzo Pubblico

Noi di guadagni a disposizione non ne abbiamo molti e quindi oltrepassiamo la storica pasticceria Nannini – una vera istituzione a Siena, proprietà della famiglia della mitica Gianna,  ma decisamente fuori budget per le nostre tasche e la nostra fame –  e ci infiliamo in un locale decisamente più modesto all’esterno, che però appena entrati si rivela un vero paradiso…scopriamo infatti che ricciarelli e panforte di diverse varietà si rendono disponibili in bella mostra sul bancone per assaggi  gratuiti! A noi, abituati alla vita milanese, e a pagare persino il bicchiere d’acqua prima del caffè al bar, tanta liberalità quasi non sembra reale. Quei balzani dei senesi sono davvero adorabili! Naturalmente ne approfittiamo, incoraggiati dai sorrisi della proprietaria del locale, e alla fine ci viene quasi naturale comprare qualche dolcetto tipico senese da portare via (chissà se a Milano avremmo fatto lo stesso?)

siena duomo

Per concludere il pomeriggio, tappa obbligata di una visita a Siena, anche se rapida come la nostra, non può che essere il Duomo, che giganteggia nella piazza omonima, con la sua facciata a metà tra romanico e gotico, i mosaici colorati sulle tre cuspidi e il campanile romanico dalle fasce di marmo bianco e verde.

Ormai il sole sta tramontando. Gettiamo uno sguardo di addio ai tetti di Siena. E’ ora di raggiungere il famigerato casolare che ci darà ospitalità nelle prossime notti. Sperando che il navigatore ci assista, ci rimettiamo al volante.

siena tramonto

Consigli
  • Non perdetevi i dolci senesi: su tutti, cantucci, ricciarelli e panforte. Ce ne sono davvero di tantissime varietà. Se volete fare i ‘sciuri’ (come dicono a Milano) potete assaggiarli da Nannini…
  • Una visita al palazzo pubblico o al duomo meritano sempre, una salita alla torre del Mangia offrirà sicuramente un panorama mozzafiato, ma se avete poco tempo (e non troppo denaro) il modo migliore per godersi la città è percorrerla a piedi , su e giù per i vicoli, passando accanto ai negozietti e alle piccole gastronomie con tanto di salami e prosciutti di cinta senese in  bella mostra, e stendardi delle contrade appese ai muri degli edifici. Dopo un pomeriggio così, la voglia di mandare tutto al diavolo e trasferirmi per sempre in questo angolo di mondo era più forte che mai, ve lo assicuro!
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La prima pagina del Vernacoliere (e la stretta attualità politica del dicembre 2015…)

siena vernacoliere