Viva le due ruote: Zandvoort e il mare del nord sotto la pioggia (pt.2)

Category : Europe, Nederlands
La pedalata…

La pedalata che da Haarlem porta a Zandvoort è nettamente più interessante e piacevole di quella della mattinata.
Si passa lentamente tra piccoli paesini, con le loro case pigramente adagiate lungo le strade, sdraiate comodamente a gustarsi il sole che tenta di farsi largo tra le nuvole sempre più grigie. Lunghi viali alberati, ombrosi e freschi ci accompagnano alla scoperta di grandi e belle ville dai tetti spioventi, nascoste dietro siepi rigogliose, appoggiate su prati di un verde talmente bello che quasi sembra dipinto.
Piano piano il paesaggio cambia. I prati verdeggianti lasciano posto a zone dove terra, sabbia e erba stopposa e quasi grigiastra si mescolano, dando vita a un’atmosfera che, complice anche il cielo ormai bigio, ha un che di profondamente malinconico. Il vento piega l’erba, agitandola e scompigliandola in ciuffi lunghi e spettinati.
Ed è qui che ad un tratto lo sentiamo. Distante eppure chiaro. Alto sopra le nostre teste, stridente e nostalgico: il lamento dei gabbiani. Sì, lo ammetto, per un momento mi son sentita come Legolas nel momento in cui ode per la prima volta il grido degli uccelli di Eressea. Citazioni di tolkeniana memoria a parte, il mare si sta veramente avvicinando; lo si sente nel modo col quale soffia il vento, nell’odore che porta con sè.

English version

Nederlands – Zandvoort – The North Sea

Una strada persa

Tutto perfetto, tutto poetico (fondoschiena doloranti a parte; dovrebbero mettere delle poltrone al posto dei sellini) fino allo sparire delle indicazioni per Zandvoort. Molto probabilmente non siamo molto lontane dalla cittadina marittima quando ci troviamo ad un bivio. Lì, proprio nel mezzo dell’incrocio, un cartello indica tre direzioni: Zandvoort centro, Zandvoort lungomare e Zandovort spiaggia (o così noi abbiamo inteso, sul primo siamo sicure, sugli altri due un po’ meno). Decidiamo di seguire l’indicazione per la spiaggia e dopo uno zigzagare tra casette, prati, campi da calcio, discese e salitine arriviamo…arriviamo…non sappiamo bene dove.
Davanti a noi dovrebbe esserci il mare e invece abbiamo uno sterminato Golf Club e dei campi da calcio che ci blocca la strada (probabilmente di mezzo c’è anche il Circuit Park Zandvoort, pista per le competizioni automobilistiche). Gira di qua e gira di là, alla fine torniamo sui nostri passi e, un po’ a caso, un po’ chiedendo informazioni, arriviamo al Mare del Nord.

English version

Nederlands – Zandvoort – The North Sea

Le gelide acque

Leghiamo le biciclette, ci togliamo le scarpe e sgambettiamo sulla sabbia fredda. L’acqua grigia e leggermente mossa riflette il cielo color del piombo e mentre noi ci infiliamo felpe e k-way per ripararci del freddo e dalle prime gocce di pioggia, le biondissime mamme olandesi spalmano quintali di crema SPF 50 sulla pelle pallidissima dei loro biondissimi bambini prima di lanciarli nell’acqua gelida (a noi, che abbiamo appena avuto il coraggio di pucciare gli alluci nelle gelide acque di questo mare settentrionale, viene il dubbio che sia grasso di balena invece che crema solare).
Dopo esserci mezze ibernate decidiamo di tornare verso casa, non prima di fermarci ad un chiosco per provare un po’ di patatine e pesce fritto (offrendone un po’ ad un ghiotto gabbiano).

English version

Nederlands – Zandvoort – Fried fish sticks

Ma ora arriva il bello

Il ginocchio della sottoscritta (nota pippa cosmica) si è ingrippato e in più diluvia che dio la manda. Decidiamo di tornare ad Amsterdam a mezzo binario. E qui si apre un’epopea.
Biglietteria: boh, noi non la troviamo. C’è però un’efficientissima macchinetta automatica per stampare i biglietti.
Soldi: ovviamente codesta macchinetta accetta solo monete o carte di credito (circuito Mastercard o Visa). Noi non abbiamo abbastanza moneta, anche perché 15.00 € in moneta non son pochi (15.00 € circa, è il prezzo di tre biglietti, compreso il trasporto delle biciclette), e francamente non riusciamo bene a capire che genere di biglietto prendere.
Entriamo nel bar della stazione per farci cambiare le banconote ma ci viene detto che no, non le cambiano. Ok, che cavolo facciamo?
Finché le nostre facce inebetite attirano un gruppo di ragazze che, mosse a compassione, ci spiegano per bene come funziona sto marchingegno e ci mostrano quale tipologia di biglietto comprare. Si offrono addirittura di “comprare” con la loro carta dei mezzi di trasporto i nostri tre biglietti (noi avremmo poi dato loro l’equivalente in monete fruscianti) ma scoprono di non poterlo fare perché non hanno abbastanza credito residuo sulla tessera magnetica. Alla fine una di noi, ravanando alla disperata ricerca di monete disperse, incappa nella carta di credito casualmente dimenticata nel portafogli (in teoria avrebbe dovuto rimanere al sicuro nella cassaforte dell’albergo…viva la distrazione) e, sempre guidate dalle nostre salvatrici, riusciamo a comprare sti dannati biglietti.
Bagnate fradice prendiamo il treno, leghiamo alla bell’e meglio le bici tra di loro e ci sediamo stanche morte.

English version
Il mistero dell’Olandese

Alla stazione successiva sale una signora che gentilmente ci chiede di assicurare la sua bicicletta assieme alle nostre. Ovviamente ci chiede dove scendiamo, in modo da poter tornare a sganciare la bicicletta nel caso noi scendessimo prima di lei (sì, qui assicurano le biciclette con una specie di cintura di sicurezza, in modo da non farle cadere, e poi se ne vanno a sedersi da qualche parte, senza stare a sorvegliare la bici…mah). Noi, sentendoci temerarie (o probabilmente col cervello completamente intriso d’acqua), abbandoniamo per un secondo l’inglese e pronunciamo il nome della nostra stazione in Olandese: “Sloterdijk” (che detto da noi suona più o meno “Sloterdic”. La tipa, che fino a quel momento ci aveva seguito ci guarda attonita, strabuzza gli occhi, alza le spalle e fa: “Sorry, I don’t speak…this language”. E se ne va. Ma no! Ma come? Sto parlando la tua lingua e non mi capisci?

Finale perfetto.

English version

Nederlands – Zandvoort – Return by train

Itinerario/Itinerary
Cose da non fare
  • Andare in giro senza carte di credito. Se dovete prendere i biglietti del treno mettete in conto di andare in giro con la carta di credito…o con 10kg di moneta.
  • Scoraggiarsi. La gente ha uno spiccato senso civico, quasi una voglia profonda di aiutare i casi umani. Solitamente vale la regola: hai problemi – sfodera la faccia più sconsolata del tuo repertorio – ricevi aiuto. Quindi non scoraggiatevi di fronte alle macchinette dei biglietti e chiedete aiuto.
English version
Itinerario/Itinerary
Consigli
  • Anche si vi sentite sicuri: zitti. Non provate neanche per scherzo a parlare in olandese, non verrete capiti. Limitatevi all’inglese che viene parlato molto bene davvero da tutti.
English version
  • Natascia Colman

    Queste avventure disastrose lasciano sempre dei ricordi bellissimi e divertentissimi !!! 😉

  • Oh povere, avete notato che quando uno pensa di essere al culmine della sventura spunta sempre un qualche personaggio di cui si farebbe volentieri a meno, e che deve fare sempre notare la sua … superiore superiorità. Divertentissime, che lo vogliate o meno 😉

    • Sìsì, è vero. Però, a posteriori, son le cose che si ricordano più volentieri…e ci si fanno quanttro risate.

  • Pingback: Cioccolato e zoccoli olandesi – Belgio e Paesi Bassi 2014 | Goodnight and travel well()