Walter Bonatti: un viaggiatore da romanzo

Category : Exhibitions, Focus on

Sarà per via dell’appeal immortale dell’‘into the wild’?

Il fatto è che ci sono davvero persone di tutte le fasce di età tra i visitatori della mostra Walter Bonatti – Fotografie dai grandi spazi in scena al Palazzo della Ragione di Milano fino all’8 marzo 2015.

Un alpinista che si trasforma in  fotoreporter d’eccezione, raccontando per 30 anni, attraverso articoli e fotografie, le sue esplorazioni in ambienti di struggente bellezza, nei luoghi più lontani e incontaminati del globo. Un viaggiatore solitario i cui reportage hanno affascinato generazioni di uomini e donne.

Me compresa. Sì perché ci sono anch’io in mezzo ai comuni mortali, per lo più milanesi, che restano incantati di fronte ai ghiacci blu della Patagonia, alle pietre rosse del cuore dell’Australia, alle lande desolate dell’Antartide, immortalate in scatti senza tempo. 

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Antarctica, November-December 1976.

Antarctica, November-December 1976.

La macchina da scrivere portatile Everest K2 e la macchina fotografica Ferrania Condoretta – i ferri del mestiere – mi danno il benvenuto all’entrata dell’esposizione, insieme a qualche foto in bianco e nero scattata da Bonatti in montagna, nel corso delle sue scalate più celebri – dal K2 al Dru, dal Freney al Cervino. Ma poi subentrano i colori, nelle immagini che documentano la scelta di passare dal verticale all’orizzontale, abbandonando le scalate per esplorare le terre più remote del mondo.

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Namib Desert, Namibia, April-May 1972

Namib Desert, Namibia, April-May 1972

Bonatti in marcia verso il vulcano cileno Licancabur. Bonatti che si tuffa davanti alle cascate Murchison del Nilo Vittoria. Bonatti sospeso tra le pietre dell’Ayers Rock australiano. Bonatti che si fa strada con il machete tra le foreste pluviali.

Sempre lui, Walter Bonatti (un gran bel pezzo di uomo, tra l’altro!), è co-protagonista all’interno dell’immagine, accanto ai paesaggi mozzafiato che attraversa. A volte si fa fotografare da occasionali compagni di viaggio, ma più spesso è completamente solo di fronte alla natura selvaggia e allora utilizza l’autoscatto. All’epoca non esistevano i selfie e questo è l’unico stratagemma che il pioniere Walter può utilizzare per ‘entrare’ nelle proprie fotografie con lo stesso spirito di avventura con cui ‘entra’ in paesaggi fino ad allora inviolati.

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Michaelmas-Cay, Great Barrier Reef, East Australia, 1969

Michaelmas-Cay, Great Barrier Reef, East Australia, 1969

 Che è poi quello stesso spirito che si ritrova in quegli scrittori – Jack London, Hermann Melville, William Defoe, Ernest Hemingway – che hanno da sempre affascinato Walter e lo hanno spinto ad andare a vedere con i propri occhi i luoghi descritti nelle loro pagine. Diventando lui stesso protagonista di un romanzo di avventura.

E il potenziale dei suoi scatti verrà riscoperto nei primi anni Novanta da alcuni autori di fumetto che partendo dalle foto e dalle narrazioni-didascalia di Bonatti arriveranno a creare delle graphic novel dedicate alle sue avventure (la prima sarà “Sulle rapide dello Yukon”, disegnata da Andrea Riboldi).

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Victoria Falls, Uganda, June 1966.

Victoria Falls, Uganda, June 1966.

Esco dall’esposizione entusiasta. Quella che ho appena visto non è solo una mostra di fotografie di viaggio. È soprattutto un viaggio attraverso le fotografie di un grande esploratore.

Walter Bonatti è morto nel 2011, all’età di 81 anni. Fu vittima di una grande ingiustizia al tempo della scalata del K2. Fu protagonista di una tra le più romantiche storie d’amore con la bellissima attrice Rossana Podestà, che divenne anche sua compagna di avventure.

Ma queste sono altre storie. E ci sono altri romanzi che le raccontano …

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Krakatoa Volcano, Indonesia, December-January 1968

Krakatoa Volcano, Indonesia, December-January 1968

 

©Walter Bonatti/Contrasto

  • Non lo conoscevo, le foto sono meravigliose!

  • Enzo Chiara

    Uno.dei.nostri.miti.più.grandi. (a livello di montagna e di viaggiatore). Un grande uomo, davvero. Peccato la mostra sia così lontana.

  • Neanche io lo conoscevo… Grazie per l’articolo.. E’ veramente un grande.

  • Elisa di miprendoemiportovia

    Amiamo le mostre e questa ce l’eravamo persi. Saremo a Milano proprio domani, cavoli speriamo di avere un po’ di tempo per fuggire a vederla!